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Il Botswana, ufficialmente Repubblica del Botswana (Republic of Botswana in inglese, Lefatshe la Botswana in seTswana) è uno Stato dell'Africa del Sud. Confina con il Sudafrica a sud, la Namibia a ovest, lo Zambia a nord e lo Zimbabwe a nordest; non ha sbocchi sul mare. Lo stato è vasto 581.730 km² ed è abitato da 1.640.115 abitanti con una densità di 2,7 ab/km². La lingue ufficiale è l' inglese, ma è molto diffuso il tswana, lingua del popolo omonimo, che ha lo status di lingua nazionale. Col nome di Bechuanaland fu protettorato britannico fino al 1966, anno in cui ottenne l'indipendenza. Dal nome inglese deriva anche la trascrizione in italiano Beciuania (da cui l'aggettivo beciuano).

Clima
Molto caldo da ottobre ad aprile, specialmente nelle zone desertiche, temperato negli altri mesi. Breve stagione delle piogge nei mesi caldi.

Fuso orario
GMT+2 (rispetto all'Italia: +1; medesimo orario durante l'applicazione dell'ora legale in Italia)


Moneta e Cambio: Pula

Cambio a Febbraio 2009

1 Euro = 10.5 Pula
1 Pula (BWP) = 0.09375 Euro (EUR)
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Telefono
Rete cellulare: Esistono due società di rete cellulare ORANGE e MASCOM, entrambe hanno un accordo con le società italiane Vodafone e Tim permettendo ad utenti italiani Vodafone e Tim di usare i loro cellulari in Botswana.


Sicurezza
Zone a rischio: Nessuna.
Zone di cautela: Le città e le vie di comunicazione possono considerarsi sicure, anche se sono necessarie le normali precauzioni contro la piccola criminalità. Occorre inoltre prudenza nel circolare di notte in città ed evitare di recarsi nei quartieri più popolari.
Zone sicure

Avvertenze: E' pericoloso avventurarsi senza adeguato equipaggiamento e guide specializzate nelle zone desertiche che coprono gran parte del territorio del Botswana. E' inoltre rischioso guidare la notte per la presenza di veicoli privi di fari, camion posteggiati anche in mezzo alla strada e per l'attraversamento notturno degli animali della savana, in particolare elefanti e giraffe. Occorre evitare di bagnarsi in stagni e corsi d'acqua non solo per il rischio di contrarre la bilarzia ed altre malattie endemiche, ma anche per la presenza di coccodrilli ed ippopotami.


Situazione sanitaria
Nelle principali città (Gaborone e Francistown) non sussistono particolari pericoli di contagio, ad eccezione dell'AIDS, diffuso in tutta l'Africa australe ma che in Botswana ha colpito la popolazione locale con particolare virulenza (si considera che più di un terzo della popolazione adulta sia sieropositivo). Le strutture sanitarie sono precarie; solo nella capitale Gaborone esiste un ospedale di ottimo livello. Nel nord del Paese, nelle zone di Okavango e Chobe, ed in particolare dopo la stagione delle piogge, è presente la malaria.
Si consiglia di stipulare, prima di intraprendere il viaggio, una polizza assicurativa adeguata, che preveda oltre la copertura delle spese mediche anche l'eventuale rimpatrio con aero-ambulanza.


Visti e Passaporti

* Passaporto: necessario, con validità non inferiore ai 6 mesi al momento dell'arrivo nel Paese e con almeno due pagine non utilizzate.
* Visto d'ingresso: non necessario per permanenze sino a 90 giorni, per motivi turistici.


Patente
Per guidare un'auto noleggiata è necessaria la patente internazionale ( modello convenzione di Ginevra 1949 oppure Vienna 1968)
Anche se comunemente le patenti delle comunità europea sono accettate senza problemi.


Storia
Si pensa che l'etnia san (o dei boscimani) abiti il Botswana da almeno 30.000 anni. Questo popolo fu seguito dai pastori khoi-khoi (ottentotti) e poi da gruppi di bantu, che migrarono dalle regioni nord-occidentali e orientali dell'Africa all'incirca durante il primo o secondo secolo d.C. e si insediarono lungo il fiume Chobe. Altri gruppi di bantu, tra cui gli tswana, vissero fino al XVIII secolo in rapporti relativamente amichevoli nelle piccole tribù sparse per il Kalahari. Le discordie venivano risolte attraverso la frammentazione: gli insoddisfatti non facevano altro che riunirsi e fondare un nuovo insediamento altrove.
Verso il 1800 tutti i territori adatti al pascolo sul limitare del Kalahari erano ormai abitati dai pastori e non si poteva quindi più applicare il principio della frammentazione pacifica per risolvere le dispute. Senza contare il fatto che gli europei, dopo aver raggiunto il Capo, si stavano ora espandendo verso nord e che la politica aggressiva delle tribù zulu del Sudafrica, unitesi nel 1818, aveva reso gli sparsi villaggi tswana estremamente vulnerabili. Gli tswana cercarono allora di aggregarsi e trasformare la loro società tradizionale, cui diedero una complessa stratificazione: ciascuna nazione tswana era governata da un monarca e i sudditi vivevano in insediamenti centralizzati e in villaggi satelliti.
La disciplina e la struttura della società tswana, altamente urbanizzata, colpirono favorevolmente i missionari cristiani che avevano iniziato a visitare la regione ai primi dell'Ottocento. Anche se non vi furono molte conversioni tra gli Tswana, queste popolazioni si fecero comunque un'idea, talvolta errata, su come comportarsi con gli europei che sarebbero arrivati in seguito. Nel frattempo i boeri avevano iniziato la Grande Traversata del Vaal nei territori tswana e zulu, tentando di sottometterne gli abitanti. Molti Tswana andarono infatti a servizio nelle fattorie boere, ma raramente i rapporti tra i due popoli furono sereni e spesso scoppiarono ribellioni e violenze. Nel 1877 le tensioni avevano raggiunto un tale livello che gli inglesi invasero il territorio per annettere il Transvaal, dando così l'avvio alla prima guerra anglo-boera. I boeri persero tempo dopo la Convenzione di Pretoria del 1881, ma ritornarono infine nel 1882 nelle terre degli Tswana, spingendo nuovamente questi ultimi a chiedere aiuto agli inglesi.
Gli inglesi intervennero di nuovo nella questione, ma non fecero ovviamente quello che avrebbero voluto gli Tswana. I territori a sud del fiume Molopo divennero la colonia britannica di Bechuanaland, aggregata alla colonia del Capo, mentre la zona a nord (ovvero l'odierno Botswana) divenne il protettorato britannico di Bechuanaland. Ad eccezione dei pochi anni in cui sembrò che l'Inghilterra dovesse cedere il controllo del Bechuanaland alla British South Africa Company di Cecil Rhodes, gli inglesi restarono nella colonia fino al 1966. Il sentimento nazionalista aveva intanto preso piede negli anni '50 e '60 e fin dal 1955 era diventato evidente che l'Inghilterra si stava preparando a lasciare il paese. In seguito al massacro di Sharpeville del 1960 venne formato il Bechuanaland People's Party, volto a ottenere l'indipendenza. Le elezioni a suffragio universale ebbero luogo nel 1965 e Seretse Khama fu eletto presidente. Il 30 settembre del 1966, infine, la Repubblica del Botswana divenne indipendente.
L'economia del paese fu completamente rivoluzionata nel 1967 dalla scoperta dei diamanti nei pressi di Orapa e, nonostante la maggior parte della popolazione abbia tuttora un reddito molto basso, questa ricchezza ha fornito al Botswana enormi riserve di valuta estera e reso la pula la moneta più forte dell'Africa. Nel 1999 il mercato internazionale dei diamanti è crollato, cosa che ha portato il Botswana a registrare il primo deficit degli ultimi 16 anni. Tuttavia, paragonato al resto del continente africano, il paese ha sempre una notevole ricchezza e stabilità. Il governo è pragmatico e filo-occidentale, ma l'incremento delle spese per gli armamenti suscita qualche perplessità. Attualmente i principali problemi del paese sono la disoccupazione, l'afflusso verso le grandi città e la diffusione di HIV e AIDS. Il paese, con quasi il 40% della popolazione adulta infetta, ha la più alta incidenza pro capite di HIV al mondo.
Per migliorare la crescita economica del paese il governo sta sviluppando i settori non minerari promuovendo la partecipazione dei produttori locali e incoraggiando gli investimenti stranieri nell'industria manifatturiera.
Le elezioni che si sono tenute alla fine di ottobre 2004 hanno confermato al potere il Botswana Democratic Party, guidato da Festus Mogae: al Botswana ora spettano sfide importanti, come la diversificazione dell’economia e la lotta contro la disoccupazione, senza dimenticare la piaga devastante dell’HIV. (tratto da www.edt.it)